Rivista di storia, arte, archeologia per le province di Alessandria e Asti

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1896
 

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Palavras e frases frequentes

Passagens conhecidas

Página 491 - Men vergogna era servire con mezza Europa ad un uomo operosissimo, grandissimo, e che si potea dir di nascita, e dovea dirsi indubitabilmente di sangue, di nome, Italiano; e servirlo operosamente, in fatti grandi...
Página 481 - II forte si mesce col vinto nemico, Col novo signore rimane l'antico; L'un popolo e l'altro sul collo vi sta.
Página 491 - Non faccio scuse per coloro che così servirono, spiego che così servirono allora. Non v'era indipendenza, è vero, ma non ne furono mai speranze così vicine. Non v'era libertà politica. ma n'erano almeno le forme in un gran centro italiano; non libertà civile ben guarentita, ma legale almeno ; e poi, v'era quella eguaglianza che a molti, bene o male, fa compenso alle mancanze di libertà. Non libertà di scrivere, certamente ; ma non gelosie...
Página 204 - In civitate illa, in qua episcopus per privilegium imperatoris vel regis comitatum habet, si consules per ipsum episcopum consulatum recipere solent, ab ipso recipiant, sicut recipere consueverunt ; alioquin 25 unaqueque civitas a nobis consulatum recipiet.
Página 257 - Indice analitico e cronologico di alcuni documenti per servire alla storia della città di Cherasco e delle...
Página 285 - Nota que Lo castel de Panchaler Que tuyt temp era fronter E de tute maluestay fontana; Per mantenir la bauzana E al pays de Peamont trater darmage, Gli segnour de chel castel n'auen lor corage.
Página 517 - Lettres de Napoléon à Joséphine, pendant la première campagne d'Italie, le consulat et l'empire; et lettres de Joséphine à Napoléon et à sa fille ... Paris, Firmin Didot frères, 1833.
Página 484 - Ho militato non per ambizione né per interesse, ma per la salute della repubblica. Ho combattuto a Cento, a forte Urbano, alla Trebbia, a Novi, a Genova e in Toscana riportando prigionia, attestati e ferite. Nondimeno militando ho sempre creduto di salire, non di scendere. Ora, di capitano aggiunto, mi veggo capitano di terza classe, senza foraggi e con meschino...
Página 364 - Brescia, l' imperatore, venuto a una delle più vecchie città dell' impero, Ravenna, ivi conferi la dignità di marchese ad Aleramo ea tutti i suoi : ciò fu, secondo fra Jacopo, al 21 marzo del 967. E gli concesse che fosse suo quanto egli in tre giorni potesse correre a cavallo di quella terra montuosa che è in Piemonte.
Página 164 - Mauriannensi ut imperatorem permitteret egredi, promittens ei non modo restitutionem ablatorum, sed montes aureos, et cum honore et gloria imperii gratiam sempiternam.

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