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NEUTRALIZZAZIONE DELLA SAVOIA@1

Fra le molte quistioni suscitate dalla inopinata guerra d'Italia una ne sorse di poca importanza per se stessa e della quale solo gli eruditi di cose diplomatiche potevano sospettare, ma che andò pigliando proporzioni maggiori per le pretese di quelli che la ponevano innanzi, e più ancora per i secondi fini che non si confessavano ma si lasciavano abbastanza scorgere, la quistione della neutralità di parte della Savoia incorporata alla neutralità Svizzera.

Tutti sanno cosa sia neutralità od almeno ciò che ordinariamente s'intenda per questo termine.

La neutralità è il mantenimento della pace con nazioni che siano fra loro in guerra, ossia l'astensione da ogni atto di ostilità diretta, o che possa favorire od attraversare le operazioni di guerra delle parti belligeranti.

Cosi compresa la neutralità è un diritto inerente alla sovranità di ogni Stato, un diritto naturale come quello d'intimare la guerra o di fare la pace.

Ma esiste un altro genere di neutralità: la neutralità, o per meglio dire l'immunità di un territorio per consenso comune delle potenze interessate. Più che un diritto questa neutralità è un dovere, una diminuzione di sovranità compensata da un aumento, morale più che materiale, di sicurezza.

Sonvi certi paesi che per giacitura geografica o per configurazione di terreno formano riparo agli Stati finitimi, ovvero se venissero occupati da un'altra potenza accrescerebbero a questa comodità e mezzi di assalire con vantaggio i territorii vicini. Tal è il caso della Svizzera ed in parte del Belgio.

(1) Mentre l'attenzione dei pubblicisti è rivolta con tanto ardore sulla questione della separazione della Savoia, non sarà discaro ai lettori della Rivista il presente articolo che tratta d'una questione incidentale, della neutralizzazione cioè della Savoia, articolo desunto da documenti autentici e poco conosciuti,

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