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6 D

I DISCORSI

DI M- PIETRO
AND- MATTHIOLI

SANESE,

Medico del Sereniss. Principe Ferdinando

Archiduca d'Austria &c.

NE I SEI LIBRI

DI PIDACIO DIOSCORIDE ANAZARBE O

Della Materia Medicinale.

I quai DISCORSI in diuersi luoghi dall'Auttore medesimo sono stati
accresciuti di uarie cose, con molte figure di piante, & d'animali

nuouamente aggiunte.

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REINA CATHERINA,
REINA DI POLONIA,

ARCHI DV CHESSA

D'AVSTRIA, C.

MIA GRATIOSISSIMA SIGNORA.

Vanta sia sempre stata la grandezza, la maestà, & l'au: chorità della medicina, & quanto parimente sia stato i suo glorioso decoro appresso à tutte le géti del modo, Serenissima & benignissima Reina, ne fanno fede non folamente molti degli antichi scrittori, che la celebrarono per uera scienza diuina fcesa dal cielo: ma ancho

ra infiniti de gli altri,che di tempo in tempo, & dietade in erade hanno illustrato il mondo con la uirtù,& fcienza loro.Onde meritamente, &senza dubbio ueruno si puo affermare, che questa gloriosa fcienza di Medicina, ne sia stata insiememente creata , & insegnata da IDD10 folo, & che però meritamente sia chiamata diuina; & specialmente quella parte, che comprende l'historia, le facultà, & la dottrina de i semplici medicamenti,come primordio del tutto.Percio che si reputa essere cosa impoisibile , che gli huomini habbino da prima possuto per se stessi inueftigaxe l'innumerabili,& tanto diuerfe nature, uirtù, & facultà, che si ritrouano ascose cosi nelle piante, ne gli animali, nei metalli, nelle pietre; nelle terre, & in ogni altra qualsi uoglia materia minerale, come anchora in qual si uogli altra cosa prodotta dalla terra,& dal mare, se cio prima no sia loro ftato insegnato per diuina inspiratione. Il perche non mancano authori, i qua li lasciando à drieto le uanità dei Poeti,& d'altri, che fauolando scrissero de gl'inuentori della Medicina, pro con ragioneuoli argumenti, che Iddio creatore del tutto, ciò infoncerte nell'intelletto d'Adamo primo padre noftro in quel tanto misterioso punto, quando hauendolo gia formato di terra, gli diede spirandogli nel uifo il lume, lo splendore, & lo spirito della uita. Che adunque la Medicina, che si ritroua diffusa in tutte le cose create ne sia stata manifestata dalddio, ce ne fa fede quel gran Philosopho diuino,& morale Iefu Syrach, fcriuendo espressamente, che Iddio ha creato dalla terra la medicina, & che però l'huomo prudente non deue hauerla in abominacione. Che poi Iddio ne infondesse la scienza nel primo padre noItro Adamo,fi puo ageuolmente farne coniectura per le parole di Moise nei Genesi.Impero che hauendo dato Iddio all'huomo,& alla dóna la poteftà so pra tutti i pesci del mare,sopra gli augelli,& fopra tutto il resto de gli anima li terrestri,soggiunse loro queste, ò fimili parole. Eccoui il dono , che ui ho dato di tutte le herbe,che ui produrranno in ppetuo i fiori,& il seme sopra la terra;& di tutti gli alberi,che ui produrranno i frutti, non folamente per il nu

· A

trimento

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trimento,& commodo de icorpi uostri, ma di tutti gli altri animali,che ui ho
creati sopra la terra. Diqui adunque dico si puo fare uera conieuura, cheba |
uendo iddio fatto all'huomo cosi immenso,&incomprensibil dono, gli aprisi
le, & manifeftafie anchora la uirtù,& la natura del tutto. Imperoche niente
fi ftimarebbe idono di qualsi uogli piu pretiofa cosa del mondo, se l'huomo :
noniäpeile, come se ne douesse preualere. Onde non effendo nelle opere :
d'Iddio difetto, ne mancamento ueruno,non ne bisogna credere altrimenti,
se non che con la uirtù della sua diuina essenza infondetse nell'intelletto del. :
l'huomo lascienza, & la cognitione di tutte le cose create, & tanto piu, quan;
to egli sapeua, che la frigilità humana, doueua essere függetra à infiniti ma-
li, per rimedio dei quali non harebbe mai preterito, come pietoso padre,
di non insegnare all'huomo contra quelli le uirtù delle cose create da lui ad :
instanza di esso solo, accio che non si disperalle nelle afflictioni del dolore,
&delli affanni, che recano le malattie. Dal primo padre Adamo hauendo
poscia(come dicono) imparato la posterità pronta sempre naturalmente in-
torno all'ampliare delle cose ritrouate, non ui mancarono eleuatissimi inge
gni, i quali inueftigando più altamente i fondamenti, le circonstanze, e lua
lore di cosi gloriosa scienza, la coltiuarono, la illuftrarono & aumentarono
infinitamente. Alcbe hauendo poi auuertito infiniti fapienti del mondo,&
conoscendo ueramente,quantalia la grandezza, & l'utilità di questa facultà
diuina, inuaghiti dalla amenità, & dolcezza sualı posero à conteniplare, con :
continyo studio ogni bella, & neceffaria, parte di quella; & quella fpecial- ;
mente che narra,& insegna la facultà marauigliosa delle piante. Delche cę
ne fanno amplisfima fede Pittagora, Ariftotele, Theophrasto, Democrito,
Zoroastre, Xenophonte, Amphiloco, Atheneo, Hipparco, Ariftomacho,
Philisthene, Apollodoro , Ariftandro, Biope, Agathocle, Diodoro, Dio- !
cle, Epigene, Euagora, Prafagora , Erasistrato , Metrodoro , Hicelio,
Pamphilo, Mantia, Herophilo, Hippocrate, Crateua, Diofcoride fra tutti gli
altri celeberrimo, Galeno, Plinio, & altri infiniti antichi, i nomi de iquali
per breuità trapasso. Imperoche costoro accesi dalla giocondicà, nobiltà,
& grandezza di questa utilissima scienza, dall'ardore di giouare alla poste-
rità uniuersale, & dal disio d'acquistarfi una fama perpetua, & immortale,
non si sgomentano di porre la propria vita in molti, & uarij pericoli, men-
tre che

facendo fmisurati pelegrinaggi, & nauigando lunghissimi mari,face
uano ogni estrema facica, & diligenza di poter conseguire la uera , & legiti
ma cognitione de i semplici,& di farsi anchoressi ritrouatori di molti per
auanti non conosciuti. Che fenza dubbio sia uero,che la scienza, &facultà i
delle piante, & parimente il ritrouarne di nuoue, oltre all'utilità, & piacer:
grande, che se ne prende l'animo, apportino lodi immortali, & perpetua fai
ma, lo conobbero non solamente tutti i primi fapienti del mondo, diligen-
tisami inuestigatori delle cose; ma anchora molti magnanimi,& potentislil
mi Re di Corona . percioche marauigliandosi della chiarezza del nome di :
coloro, che gia fatti iinmortali da coli preciola facultà, riluceuano al mondo |
à guisa di stelle, &considerando il grandissimo splendore & parimente la
Ungulare eccellenza, che risorge da lei, tanto ftudio, & tanta diligenza ui !

posero,

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