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DE I DISCORSI
DI M PIETRO
ANDREA MATTHIOLI

S A N E S E,
MEDICO CESARE 0622

3

ET DEL SERENISSIMO PRINCIPE

FERDINANDO ARCID VCA D' AVSTRIA ETC.

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DI PEDACIÓ DIOSCOR IDE A NA ZARBEO,

DELLA MATERIA MEDICINALE,

Parte Seconda.
La quale contiene il III. IIII. V. VI. & vltimo libro.

Dal proprio Autore innanzi la sua morte ricorretta , ampliata , e all'ultima perfettione ridotta,
Con le figure grandi, tirate daile naturali & viue piante, & animali, & in numero molto maggiore,

che le altre per auanti stampare.
Con due Tauole copiofiflime spettanui l'vna à ciò, che in tutta l'opera fi contiene , & l'altra alla cura di tutte le

infinità dei

corpo

huinano.
CON PRIVILEGIO DEL SOMMO PONTEFICE,

della Illuftrifsima Signoria di Venetia, G di altri Principi.

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Felice Valgrisi a' Lettori

?

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ONSIDER ANDO noi (humatißimi Lettori) che mol
te volte la grauezza de libri, ' il lor fosserchio peso, hari-
uocato alcuni dalla lettion di quelli, schivando l'incommodo
del portarli bor quinci, hor quindi per l'vniuersità de Studi,
Es per altri diuersi luoghi: habbiamo deliberato , e non sen-

za consiglio, di diuidere il presente volume , in due Tomi, acciò il Lettore , di quella parte di tuttoʻl libro, che vedrà efferli piu opportuna e necessaria , possa à sua voglia prevalersi. Percioche , fe per accidente avuiene, che qualche studioso di semplici habbia in animo di rintracciare la vertì d'un'erba, o pianta, o qualche composition d'onguenti,ò olij, ò facoltà di qualche animale ò pesce , et che egli possa circa ciò satisfarsi di quel che si contiene nel primo Tomo, qual comprende in fe il primo , e secondo libro, senza star'à portarsi dietro inutilmente e fuor di proposito la machina grande d’untanto volume , qual'è il prefente Dioscoride intero , in figure grandi: Et parimente à cui vorrà seruirsi solo del Tomo secondo, qual contiene in se gli altri quattro libri; sarebbe giudicata cosa vana il

portar seco un tanto carico, non hauendo bisogno di veder cofa alcuna di quelle chesi contengono in questa parte. Et quefta è stata la causa del La nostra diuifione. Et perche siamo interamente disposti dar satisfattione à gli

ftudiofi , acciò ciascuno porta dal vivo delineare e dipingere il presente volume, 30 E acciò ciascuno à guisa di florido prato, o vago giardino, commodamente

pola vedere quai frondi, quai fioriò frutti producano l'herbeò piante , che quiui sono comprese : habbiamo fatto stampare xxv. di questi volumi in carta reale bellissima , attissima à ricevere, senza far trasparenza , ciascuna forte di colore: acciò i Medici, e altri studiosi possino adornarne i loro studi; & possino farne anco dono à quei Principi ,che si dilettassero d'illustrarne le lor librerie .

Restami anchora dirui, che acciò in questa editione, non refti cosa da defiderare; so perche nel Dioscoride di commune grandezza, erano state aggiunte molte narrationi , per mano dell'istesso Matthioli

, quali non si trouauano in questo presente Dioscoride , in forma grande : ho fatto trasportare, Ego inserire tutteľaggiunte di quello ,in questo; si come era desiderio di tutti li profeffori di questa bella, Esli vtile materia medicinale . Et secondo il nostro costume folito, habbiamo con molta instanza raccomandata la correttione di essa opra , nel corfo delle stampe , à M. Borgaruccio Borgarucci; il qual'ha superato bora di gran lunga, la sua solita accuratezza.; percioche posede tal suggetto , al par d'ogni altro, hauendo egli sostenuto l'istessa fattica, sette altre volte , senzaquesta. Accettate dunque questa nostra prontezza d'animo , aspettando da non di giorno in giorno, cose maggiori .

State fani.

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SID,

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conferisce alle sciatiche, al mal caduco, & à dolori di giunture, prouoca i mestrui,& vale alla I DISCORSI DI M. PIETRO ANDREA MATTHIOLI

Medico Sanese,
NEL TERZO LIBRO DELLA MATERIA MEDICINALE
DI PEDACIO DIOSCOR IDEA NA ZARBEO.

Proemio.
ABBIAMO fin qui, cariffimo Ario; narrato nei due precedenti libri delle cose
odorifere, de glivnguenti

, degli olij,degli alberi,&de i frutti,& dei liquorilo-
ro:& oltre à cio degli animali, delle biade, degliherbaggi degli horti, &delle
herbe,chesono acute. Ma hora in questo che è il terzo della nostra già proposta
opera, trattaremo delle radici, dell'herbe, dei succhi, & derfemi, tanto dome-

{tichi, &ches'hanno nell'uso cotidiano per il vitto, quanto di quelli, che solo
allvso della medicina si conuengono.
Dell'Agarico :

Cap. I.
O AGARICO fidice essere vna radice,fimile al laserpitio,ma nelle parti sue superficiali piu

folida , piu rara,& per tutto fungosa. Ritrouasene didue fpeçie, maschio cioè,&femina. Precede dibontà la femina, che ha dentro di selevene diritre. Il maschio è tutto inuolto in se stesso, ritondo, & ferrato. Amendue nel primo gusto fon dolci, ma ainari come si spargono per la bocca. Nasce in quella regione di Samartia,che si chiama Agaria. Dicono alcuni esfer l'agarico radice d'una pianta:&alirigenerarsi di certa putredine ne i tronchi degli alberi, nel modo che vi sigenerano i funghi. Nascein Galatia d'Alia, & in Cilicia nei cedri, ma fragile, &senza fermezza. Ha l'agarico

virtù costrettiua,& calida, E buono à idolori delle budella, à gli humoricrudi,à i rotti,&à coloro che cascano dall'alto. Dalli nella febbre con acqua melata:&doue non fia febbre, con vino melato al peso di dueobok. Dåffenevtilmente yna dramma à i fegatofi, à gli stretti di perto, à trabocco di fiele,

à mal di reni, alla disenteria, & à prouocarl'orinaritenuta: vale anchora alla prefocatione della madrfee, &à coloro che sono scoloriti, & pallidi. Daffi àithisici con vino pasfo:&ài diffęrtofi milza con aceto melato. Daffi cosi puro senza altro liquore a chi vomita il cibo

per debilità di stomaco,&à gli acidi rutci. Beuuto conacqua al peso di treoboli reftringe gti Tputi del sangue. Tolto con aceto melato al medefimo peso, ventoîtà della madrice: leua dato il tremore, &ti freddo, che viene nel principio delle febbri. Beuurone il peso d'una dramma, ouer di due con acqua melata, purga il corpo: toltone yna dramma con vino inaçquato, conferisce a iFeleni. Soccorregrandemente al morso, & alle pun ture

dei serpenti, beuuto con vino al peso di tre oboli. In sommaèconueneuole l'agarico à tutti i mali delle interiora dato secondo l'età, &leforze degli uomini, à chicon acqua,à chicon vino, à chicon aceto melato,&à chi con acqua inelara.

L

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L'AGARICO on fungo,che nasce in su gli alberi. Et come dicemmo di sopra nel primo libro trattando del
Larice, ne nasce dell'eccellentissimo per le montagne di tutto il Trentino in fui larici : da i quali con le proprie

Agarico , & fua

cflam. Mani n'boricolto, lo spiccato io infinite volte bellissimi pezzi. Ma quantunque dica Plinio à gli viII. capitoli del XVI.libro,che nascal

Agarico in fie tutti gli alberi che producono le ghiande snondimeno ( per quanto io me ne vega 50 gia) in sü'l Trentino ; & in altri luogbi d'Italia, non nasce però egli se non inful larice. Dioscoride dice, che in Ga

latia d Afia, & in Cilicia nasce egli în sü'l cedro, non facendo di quello del Larice, ne di quello delle piante ghiandifere, che scriße Plinio, mentione alcuna commemoro Galenol

Agarico, chiamandolo radice, alv.1.delle facultà de Agarico scritto femplici , in questo modo fcriuendone. La radice dell' Agarico, che nasce nel tronco , al primo gusto è dolce : ma nel da Gala proceso amara, con alquanto d'acuto, e di leggiero costrettiuo è nella sua fuftanzararo. Et imperò è manifefto per tutte queste cose che questo medicamento è composto di fuftanze'azieä, enterrez, aßottigliata però da calidità. E' ueramente nell' Agarico pochissima fuftanza acquea.Et per questa ragione ha eglivirtù calidir, digeftiua, incifiua, di aperitiua di tutte le vifcere. Et però guarisce egli ualentemente coloro, à cui per oppilatione di fegato è traboccato il fiele. Gioua per le medesime facultà al mal caduco, & àirigori periodici; causati da bumori grofsi, & discofi. Giova pari

mente dimorfi, & alle punture de gli animali uelenofi, che nuocono con la frigidità del loro veleno, tanto applicato di 80 fuori in ful morfo, quanto preso dentro per bocca al peso d'una dramma con uizo inacquato. Ha anchorauirtù di puerstie, Et al primo de gli antidoti: L' Agarico diceua)non fipua sophisticare. L'ottimo è quello, il quile è leggeriffimo:

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trifto

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