DE I DISCORSI S A N E S E, 3 ET DEL SERENISSIMO PRINCIPE FERDINANDO ARCID VCA D' AVSTRIA ETC. DI PEDACIÓ DIOSCOR IDE A NA ZARBEO, DELLA MATERIA MEDICINALE, Parte Seconda. Dal proprio Autore innanzi la sua morte ricorretta , ampliata , e all'ultima perfettione ridotta, che le altre per auanti stampare. infinità dei corpo huinano. della Illuftrifsima Signoria di Venetia, G di altri Principi. Felice Valgrisi a' Lettori ? jo 20 ONSIDER ANDO noi (humatißimi Lettori) che mol za consiglio, di diuidere il presente volume , in due Tomi, acciò il Lettore , di quella parte di tuttoʻl libro, che vedrà efferli piu opportuna e necessaria , possa à sua voglia prevalersi. Percioche , fe per accidente avuiene, che qualche studioso di semplici habbia in animo di rintracciare la vertì d'un'erba, o pianta, o qualche composition d'onguenti,ò olij, ò facoltà di qualche animale ò pesce , et che egli possa circa ciò satisfarsi di quel che si contiene nel primo Tomo, qual comprende in fe il primo , e secondo libro, senza star'à portarsi dietro inutilmente e fuor di proposito la machina grande d’untanto volume , qual'è il prefente Dioscoride intero , in figure grandi: Et parimente à cui vorrà seruirsi solo del Tomo secondo, qual contiene in se gli altri quattro libri; sarebbe giudicata cosa vana il portar seco un tanto carico, non hauendo bisogno di veder cofa alcuna di quelle chesi contengono in questa parte. Et quefta è stata la causa del La nostra diuifione. Et perche siamo interamente disposti dar satisfattione à gli ftudiofi , acciò ciascuno porta dal vivo delineare e dipingere il presente volume, 30 E acciò ciascuno à guisa di florido prato, o vago giardino, commodamente pola vedere quai frondi, quai fioriò frutti producano l'herbeò piante , che quiui sono comprese : habbiamo fatto stampare xxv. di questi volumi in carta reale bellissima , attissima à ricevere, senza far trasparenza , ciascuna forte di colore: acciò i Medici, e altri studiosi possino adornarne i loro studi; & possino farne anco dono à quei Principi ,che si dilettassero d'illustrarne le lor librerie . Restami anchora dirui, che acciò in questa editione, non refti cosa da defiderare; so perche nel Dioscoride di commune grandezza, erano state aggiunte molte narrationi , per mano dell'istesso Matthioli , quali non si trouauano in questo presente Dioscoride , in forma grande : ho fatto trasportare, Ego inserire tutteľaggiunte di quello ,in questo; si come era desiderio di tutti li profeffori di questa bella, Esli vtile materia medicinale . Et secondo il nostro costume folito, habbiamo con molta instanza raccomandata la correttione di essa opra , nel corfo delle stampe , à M. Borgaruccio Borgarucci; il qual'ha superato bora di gran lunga, la sua solita accuratezza.; percioche posede tal suggetto , al par d'ogni altro, hauendo egli sostenuto l'istessa fattica, sette altre volte , senzaquesta. Accettate dunque questa nostra prontezza d'animo , aspettando da non di giorno in giorno, cose maggiori . State fani. 50 SID, LLL2 673 20 conferisce alle sciatiche, al mal caduco, & à dolori di giunture, prouoca i mestrui,& vale alla I DISCORSI DI M. PIETRO ANDREA MATTHIOLI Medico Sanese, Proemio. , degli olij,degli alberi,&de i frutti,& dei liquorilo- {tichi, &ches'hanno nell'uso cotidiano per il vitto, quanto di quelli, che solo Cap. I. folida , piu rara,& per tutto fungosa. Ritrouasene didue fpeçie, maschio cioè,&femina. Precede dibontà la femina, che ha dentro di selevene diritre. Il maschio è tutto inuolto in se stesso, ritondo, & ferrato. Amendue nel primo gusto fon dolci, ma ainari come si spargono per la bocca. Nasce in quella regione di Samartia,che si chiama Agaria. Dicono alcuni esfer l'agarico radice d'una pianta:&alirigenerarsi di certa putredine ne i tronchi degli alberi, nel modo che vi sigenerano i funghi. Nascein Galatia d'Alia, & in Cilicia nei cedri, ma fragile, &senza fermezza. Ha l'agarico virtù costrettiua,& calida, E buono à idolori delle budella, à gli humoricrudi,à i rotti,&à coloro che cascano dall'alto. Dalli nella febbre con acqua melata:&doue non fia febbre, con vino melato al peso di dueobok. Dåffenevtilmente yna dramma à i fegatofi, à gli stretti di perto, à trabocco di fiele, à mal di reni, alla disenteria, & à prouocarl'orinaritenuta: vale anchora alla prefocatione della madrfee, &à coloro che sono scoloriti, & pallidi. Daffi àithisici con vino pasfo:&ài diffęrtofi milza con aceto melato. Daffi cosi puro senza altro liquore a chi vomita il cibo per debilità di stomaco,&à gli acidi rutci. Beuuto conacqua al peso di treoboli reftringe gti Tputi del sangue. Tolto con aceto melato al medefimo peso, ventoîtà della madrice: leua dato il tremore, &ti freddo, che viene nel principio delle febbri. Beuurone il peso d'una dramma, ouer di due con acqua melata, purga il corpo: toltone yna dramma con vino inaçquato, conferisce a iFeleni. Soccorregrandemente al morso, & alle pun ture dei serpenti, beuuto con vino al peso di tre oboli. In sommaèconueneuole l'agarico à tutti i mali delle interiora dato secondo l'età, &leforze degli uomini, à chicon acqua,à chicon vino, à chicon aceto melato,&à chi con acqua inelara. L 30 40 L'AGARICO on fungo,che nasce in su gli alberi. Et come dicemmo di sopra nel primo libro trattando del Agarico , & fua cflam. Mani n'boricolto, lo spiccato io infinite volte bellissimi pezzi. Ma quantunque dica Plinio à gli viII. capitoli del XVI.libro,che nascal Agarico in fie tutti gli alberi che producono le ghiande snondimeno ( per quanto io me ne vega 50 gia) in sü'l Trentino ; & in altri luogbi d'Italia, non nasce però egli se non inful larice. Dioscoride dice, che in Ga latia d Afia, & in Cilicia nasce egli în sü'l cedro, non facendo di quello del Larice, ne di quello delle piante ghiandifere, che scriße Plinio, mentione alcuna commemoro Galenol Agarico, chiamandolo radice, alv.1.delle facultà de Agarico scritto femplici , in questo modo fcriuendone. La radice dell' Agarico, che nasce nel tronco , al primo gusto è dolce : ma nel da Gala proceso amara, con alquanto d'acuto, e di leggiero costrettiuo è nella sua fuftanzararo. Et imperò è manifefto per tutte queste cose che questo medicamento è composto di fuftanze'azieä, enterrez, aßottigliata però da calidità. E' ueramente nell' Agarico pochissima fuftanza acquea.Et per questa ragione ha eglivirtù calidir, digeftiua, incifiua, di aperitiua di tutte le vifcere. Et però guarisce egli ualentemente coloro, à cui per oppilatione di fegato è traboccato il fiele. Gioua per le medesime facultà al mal caduco, & àirigori periodici; causati da bumori grofsi, & discofi. Giova pari mente dimorfi, & alle punture de gli animali uelenofi, che nuocono con la frigidità del loro veleno, tanto applicato di 80 fuori in ful morfo, quanto preso dentro per bocca al peso d'una dramma con uizo inacquato. Ha anchorauirtù di puerstie, Et al primo de gli antidoti: L' Agarico diceua)non fipua sophisticare. L'ottimo è quello, il quile è leggeriffimo: LLL 3 trifto |