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ΛΥΚΙΔΑ φιλε, πολλα μεν αλλα
Νυμφαι κημε διδαξαν αν'

ωρεά

Geκoλεοντα
Εσθλα, τα πε και Ζανος επι θρονον αγαγε Φαμα
Αλλα το γ' εκ παντων μεγ υπειροχον,
Αρξεύμ· αλλ' υπακοισον, επει φιλος επλεο Μοισαις.

Theocrit. Idyl; 7. v. 91.

ω τυ γεραίρες

LONDRA

PRESSO T. BECKET E G. PORTER 81 PALL MALL

1812

Dalla Stamperia di Guglielmo Bulmer e Co.

Cleveland-row, St. James's.

A

GAETANO POLIDORI

LETTERATO TOSCANO

AUTORE D'UNA VAGHISSIMA TRADUZIONE

DEL COMO DI MILTON

PRESENTANDOGLI

IL L I CIDA

MONODIA DELLO STESSO POETA

TRADOTTA DALL' INGLESE.

Gentil Cantor, che in bella foggia e nuova Vestisti il Como di Toscano alloro, Chiaro mostrando nel sottil lavoro E d'ingegno e d'affetto altera pruova,

T'ascolto: ah, l'Eco* ancor si desti, e muova Pel notturno bujor l’inno canoro Sulle ali del silenzio al sacro coro, E irrighil Febo d'armoniosa piova !

Or sul ferétro del Pastor sì caro M'inchino, e t'offro la lugubre fronda, U' sul garzon, che l'alme Muse ornaro,

Verso il Camo sua casta e lustraľ onda; E or di Licida al nome, in suon più chiaro, “Deh, venga : adesso è mio !” l'Arno risponda.

T. M.

* Vedi l'Aria, o Cantata all' « Eco" nel Como.

Londra, Aprile, 1812.

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