DI M> PIE T К О ANDREA MATTHIOLI Medico Sanefe, NE I SEI LIBRI DELLA MATERIA MEDICINALE DI P ED А С I О DIOSCORIDE ANAZARBEO. Con i ueri ritratti délie piante & de gli animali, nuouamentc Con gratia & priuilegio del Sommo Pontef?ce,dciriIluftrifsimo In Vincgid., nefla hottcga etErafmo ? appreffo Vinctnxo T^algrißy ET ILL V S TR I SS IM О SIGNORE, IL SIGNOR CHRIST -OFANO DELLA S. R. G. A M P L I S S. CARDINALE, VESCOVO ET gratiofifsimo Signor mió. ANTA f*u fempre la maeftà, tanto il decóro, & tanta I'authorità della medicina, Reuerendiísimo Moníígnore, & Principe Uluftrifs. che no folamente tutti gli antichiísimi ferittori la celebrarono per feienza diurna di ícefa dal cielo ; ma anchora tutti gli altri, che di tempo in tépo hanno illuftxato il modo, hanno creduto & tenuto il medefimo. Onde meritamente íipuo affermare, che fia quefta coíi gloriofa feienza antichifsima, celebérrima, & diuina : & di quefta fpetialmente quella parte, che tratta l'hiítoria, le faculta, & la dottrina dé i femplici medicaméti. Percioche fí reputa eííer coíá impofsibile, che gli huomini habbiano per fe ftefsi potuto inuelligare l'innumerabili, & tanto diuerfe nature, virtu, & faculta , che fi ritruouano nafeofte nelle piante, ne gli animali, ne i metalli, nelle pietre, & in ogni altra cofa prodotta dalla terra & dal mare, fe prima ció non fia loro ftatoinfegnato per diuina inípiratione. И perche non mancano approuatifsimi authori, i quali lafeiando adietro le uanità de i poeti, & daltri, che fauolando fcrilTero de gl'inuentori della medicina, credono, & prouano con ragioneuoli argumenti, che Iddio creatore del tutto ció infondeíTe, & collocaffe nell'intelletto d'Adamo primo padre noftro in quel tanto miíleriofo punto , quando hauendolo già formato di terra, gli diede, fpirandogli ncl uifo il lume, lo fplendore, & il fpirito della uita. Dal primo padre Adamo hauendo pofeia ( come dicono ) imparato la pofteritá, pronta fempre naturalmente intorno all'ampliare le cofe ritrouate, non ui mancarono eleuatifsimi ingegni : i quali inueftigando piu altamente i fondamenti, le circonítanze, e'l ualore di cofi gloriofa lcienza, la coltiuarono, illuftrarono, éVaumentarono non poco. Al che hauendo poi auertito infiniti íapienti del mondo, & conofeendo veramente quartta fíala grandezza, & l'utilitàdiqueíla faculta diuina, inuaghiti dell'amenita, & dolcezza fuá, fi poferoà contemplare con continuo ftudio ogni bella partedi quella : & quella fpetialmente, che narra, & infegna la faculta marauigiiofa delle piante. Del che ce ne fànno fede Pithagora, Anftotele, Theophraíto, Democrito, Zoroaílre, Xcnophonte, Amphilocho, Atheneo, * 2 PhiliPhilifthene, Apolbdoro, Ariftaiidro, Hipparchó, Ariftomaeho, Bione^Agathocle, Diodoro, Piocle, Epigene, JEjuagora, Prafíagora, Eraííftrato, Metrodoro, Hicefío, Pamphilo, Mantia, Herophilo, Hippocrate, Crateua, Diofcoride, Galeno, Plinio, & alcri infiniti antichi, i nomi de i quali per breuità trapafíb. Imperoche coftoro acceíi dalla giocondità, nobihà, & grandezza di quefta utilifsima feienza, daïl'ardore di giouare alla pofterità vniuerfale, & daldifio d'acquiftaríí una fama perpetua & immortale, non íi ígomentarono di porre la propria uita in molti & uarij pericoli, mentre che facendo fmifurati pellegrinaggi, & nauigando lunghifsimi mari, faceuano ogni eftrcma fatica& diligenza di poter confeguire la uera & legitima cognitione deifemplici, & di farfí anchor efsi ritrouatori di molti per auanti no conofeiuti. Che fenza dubbio fía uero, che la feienza, & faculta delle piante, & parimente il ntrouarne di nuoue, oltre all'utilità & piacer grande, che fe ne prende l'animo, apportino lodi immortali, & perpetua fama, lo conobbero non folamente tutti i primi íapienti del mondo, diligentifsimi inueftigatori delle cofe ; ma anchora molti magnanimi, & potentifsimi Re di corona. Percioche marauigliandofídella chiarezzadel nomedi coloro,che giàfattiimmortali dacoíi pretioíá faculta, riluceuano al mondo à guifa di ftelle, & confíderádo il granelísimo fplendore ,& parimente la fíngulare eccellenza,che riforgedalei, tanto iludió, & tanta diligenza ui pofero, & per impararla, & per illuftrarla, che ue ne furono alcuni, che fcrilTero, & compofero dcll'hiftoria, ¿V uirtii delle piante non piccioli volumi. Altripoi fatti di ció peritifsimi, íi diedero alie compofitioni d'alcuni non meno ualorofí, che utili añtidoti, non folamente per ufo proprio loro, & per conferuarfi lungamente in uita ; ma per commodity , & beneficio di tutti. Altri furono anchora, i quali quantunque fuíTeno giafamofí& illuílri per i gran fatti, per le uittorie acquiftate, & per la rarità della prudenza, & del giudicio loro, íápendo nondimeno di poteríí far nome molto maggiore, fe íí fufler dati alio ftudio di quefta faculta prcclarifsima, procurarono di farfí portare di lontanifsime regioni molte rare,& pretiofe piante acquiftate con fpefa di grandifsima quantità d'oro, folamente per poterne feriuere la uera hiftoria loro. eíTendo certifsimi,che fefacendoli dotti in quefta feienza, & ui ritrouaílero qualche cofa uuoua, oueramenté ne feriueiïero qualche uolumé, durarebbe il lor nome in perpetuó immortale. percioche le f loridifsime piante, le quali di tempo in tempo fempre fi rinuouano, predicano fenza fine le lodi immortali de i loro magnificaron. Nel che ueramentcnon s'ingannarono punto. eíTendo già tante & tante centinaia d'anni noto à ciafcuno,che non altro che la Gentiana ualorofifsima pianta fa nominare hora al mondo Gentio Re deH'Illiria fuo primo ritrouatore. Ne altro tiene, ¿Y terra fempre uiuo il nomedi Liíimacho Re di Macedonia, che la Liíímachia herba ritrouata parimente da lui. Sarebbe ueramente già fa gran tempo ípenta ogni antica memoria di quel gran Mithridate Re di Ponto, & di tanti altri reami, fe non haucíTe egli dimoftrato lo Scordio, chiamato pero da molti Mithridatio : & íímilmente l'Eupatorio nominato dal fuo cognome : & fe nonfuíTe ftatol'inuentore di quel pretiofifsimo &ualorofifsimo antidoto,in cui riíplende & rifplenderà fempre il fuo gloriofo nome. II Climcno herba di no poco ualore ha dato lodi perpétue à Climeno Re fuo inuentore : I'Euphor-* bio à Iuba Re di Mauritania, & il Telephio à Telepho Re di Mifia ; come parimente l'EchiOj&l'Anchuíáhannofatto eterna rama ad Alcibiade principe de gli Atheniefi. Di qui nafce anchora lo íplendore d'Attalo Re di Pergamo, &d'EuaceRedc gliArabi. per hauerquefto icrittoà Nerone Imperadore piu & piu uolumi délie faculta nobilifsime de femplici medicamenti : & quello per hauer ( come ícriue Galeno ) fatto lunghiisime fatiche in raccogliere innumerabili piante elettifsime, mentre che componeua egli fteiïb uari) & diuerii antidoti contra i ueleni. Querto medeiîmo interuiene ad Archelao Re di Cappadocia, à MafîniiTa Re di Numidia, & ad Agamennone Re de i Greci: i nomi de i quali mai non faranno fpenti del mondo, folamente per lo iludió infinito, & perla molta cura & diligenza, che pofero in conofcere le uere & legitime piante, & in dimoftrarne le uirtíi al mondo. Lafcierb di dire ( per non effer tediofo) di Philometore, di Nicheíío, di Hierone, & di molti altri Re potentiísimi. vedendoíí per ogni età diuulgata la fama loro, per eflerfi non poco dilettati della faculta, & cognitione delle piante. Non mancano oltre di ció facondiísimi poeti, che ne facciano conofcere con gli fcritti loro, quantofia antica la notitia della faculta de femplici, & con quante degne lodi íía fempre ftata celebrata. dal che poi è fuccefíb anchora à loro fama, & gloria immortale. Di ció fanno tra i Greci ueramente teftimonio Orpheo, Mufeo, Hefiodo, Homero, Alceo,& Rufo Epheíio, il quale fcrilTe (come dice Galeno) ben cinque libri in uerfi dell'herbe, & dclle faculta loro . Tra i Latini habbiamo noiVergilio, Ouidio,& Emilio Macro, da i quali in perpetua lor memoria fono ftate fcritte delle herbe moite cofe notabili . Che fieno ftate anchora alcune generofe donne, che per farfí gloria infinita, fi fono marauigliofamente dilettate della fcienza dell'herbe, ce ne fanno fede non folamente i poeti, ma anchora gli hiftorici. Et pero non per altro finfero fauolando Vergilio, Ouidio, & altri, che Circe, da cui fu dato il nome all'herba Circea, fufle figliuola del Sole primo generatore di tutte le piante, che per efíere ella ftata peritifsima nelle faculta dell'herbe. Ne per altro finfero, cb'ella- trasformalle gli huomini in animali, fe non perche tanto fu grande & profonda la cognitione , che hebbe di quefta faculta diuina, che curando alie uolte gli huomini da incurabili morbi, &facendoligagliardi,pareuaueramente,ch'ella li trasformaíTe in altri corpi. Ne manco perita di Circe in quefta faculta ritrouo eifere ftata Medea. imperoche hauendo con la cognitione infinita delle herbe, oltre a molti altri ftupendi fatti, ritardato lungamente la uecchiezzain alcuni, diede bellifsima materia di fingere à i poeti, che haueíTe ella fatto ritornar giouine Efone fuo fuocero giàperuenuto alla ultima decrepita del corpo. A' Helena diede nome infinito l'Helenio, & PArtcmiíia nobilifsima piantaad Artemifia preclarifsima Regina di Caria. Dourebbe oltre à ció inuitare à tanta bella & utiliísima fcienza, il íaperíí per certo, che tanto с l'utile grande, che fe neconfeguifee, che conofeendolo pergrandifsimo inftinto di natura gli animali, & le fiere faluatiche, íi fono anchor efsi fatti ritrouatori delle uirtíi di molte nobilifsime piante . Imperoche non d'altrondc fu conofeiuto, che il dittamo ualeiTe nelle feriteper cauarnefuorei ferri de i dardi& delle faette,fe |