Imagens das páginas
PDF
ePub

XLVIII.
Disse il gigante : Gesù benedetto

Per mille volte ringraziato sia ;
Sentito t'ho nomar, baron perfetto,
Per tutti i tempi de la vita mia :
E, com'io dissi, sempremai suggetto
Esser ti vo' per la tua gagliardia.
Insieme molte cose ragionaro,
E 'n verso la badía poi s'inviaro.

XLVIII. “ Then," quoth the giant, “ blessed be Jesu

A thousand times with gratitude and praise ! Oft, perfect baron! have I heard of you

Through all the different periods of my days : And, as I said, to be your vassal too

I wish, for your great gallantry always."
Thus reasoning, they continued much to say,
And onwards to the abbey went their way.

XLIX.
And by the way about the giants dead

Orlando with Morgante reason'd : “ Be,
For their decease, I pray you, comforted;

And, since it is God's pleasure, pardon me; A thousand wrongs unto the monks they bred,

And our true Scripture soundeth openly, Good is rewarded, and chastised the ill, Which the Lord never faileth to fulfil :

XLIX.
E per la via da que giganti morti

Orlando con Morgante sì ragiona :
De la lor morte vo' che ti conforti ;
E poi che piace a Dio, a me perdona ;
A' monaci avean fatto mille torti;
E la nostra scrittura aperto suona.
I ben remunerato, e 'l mal punito;
E mai non ha questo Signor fallito,

L.
Però ch'egli ama la giustizia tanto,

Che vuol, che sempre il suo giudicio morda
Ognun ch'abbi peccato tanto o quanto;
E così il ben ristorar si ricorda:
E non saria senza giustizia santo :
Adunque al suo voler presto t'accorda;
Che debbe ognun voler quel che vuol questo,
Ed accordarsi volentieri e presto.

LI.
E sonsi i nostri dottori accordati,

Pigliando tutti una conclusione,
Che que cbe son nel ciel glorificati,
S'avessin nel pensier compassione
De' miseri parenti che dannati
Son ne lo inferno in gran confusione,
La lor felicità nulla sarebbe ;
E vedi che qui ingiusto Iddio parrebbe.

LII.
Ma egli anno posto in Gesù ferma spene ;

E tanto pare a lor, quanto a lui pare;
Afferman ciò ch'e' fa, che facci bene,
E che non possi in nessun modo errare :
Se padre o madre è nell' eterne pene,
Di questo non si posson conturbare :
Che quel che piace a Dio, sol piace a loro :
Questo s'osserva ne l'eterno coro.

LIII.
Al savio suol bastar poche parole,

Disse Morgante ; tu il potrai vedere,
De' miei fratelli, Orlando, se mi duole,
E s'io m'accorderò di Dio al volere,
Come tu di' che in ciel servar si suole :
Morti co' morti; or pensiam di godere ;
Io vo tagliar le mani a tutti quanti,
E porterolle a que' monaci santi,

LIV.
Acciò ch' ognun sia più sicuro e certo,

Com' e' son morti, e non abbin paura
Andar soletti per questo deserto;
E percbè veggan la mia mente pura
A quel Signor che m'ha il suo regno aperto.
E tratto fuor di tenebre sì oscura.
E poi tagliò le mani a' due fratelli,
E lasciagli a le fiere ed agli uccelli.

L. “ Because his love of justice unto all

Is such, he wills his judgment should devour All who have sin, however great or small;

But good he well remembers to restore.
Nor without justice holy could we call

Him, whom I now require you to adore.
All men must make his will their wishes sway,
And quickly and spontaneously obey.

LI.
“ And here our doctors are of one accord,

Coming on this point to the same conclusion, -That in their thoughts who praise in heaven the Lord

If pity e'er was guilty of intrusion
For their unfortunate relations stored

In hell below, and damn'd in great confusion,-
Their happiness would be reduced to nought,
And thus unjust the Almighty's self be thought.

LII.
“ But they in Christ have firmest hope, and all

Which seems to him, to them too must appear
Well done ; nor could it otherwise befall :

He never can in any purpose err.
If sire or mother suffer endless thrall,

They don't disturb themselves for him or her ;
What pleases God to them must joy inspire ;
Such is the observance of the eternal choir,"

LITI.
“ A word unto the wise,” Morgante said,

“ Is wont to be enough, and you shall see How much I grieve about my brethren dead ;

And if the will of God seem good to me,
Just, as you tell me, 't is in heaven obey'd

Ashes to ashes, — merry let us be !
I will cut off the hands from both their trunks,
And carry them unto the holy monks.

LIV.
“ So that all persons may be sure and certain

That they are dead, and have no further fear To wander solitary this desert in,

And that they may perceive my spirit clear By the Lord's grace, who hath withdrawn the curtain

Of darkness, making his bright realm appear.” He cut his brethren's hands off at these words, And left them to the savage beasts and birds.

[blocks in formation]

LX.
E grande onore a Morgante faceva

L'abate, e molti dì si son posti :
Un giorno, come ad Orlando piaceva,
A spasso in quà e in là si sono andati :
L'abate in una camera sua aveva
Molte armadure e certi archi appiccati :
Morgante gliene piacque un che ne vede;
Onde e'sel cinse bench' oprar nol crede.

LX.
And thus great honour to Morgante paid

The abbot: many days they did repose.
One day, as withi Orlando they both stray'd,

And saunter'd here and there, where'er they chose, The abbot show'd a chamber, where array'd

Much armour was, and hung up certain bows;
And one of these Morgante for a whim
Girt on, though useless, he believed, to himn.

LXI.
There being a want of water in the place,

Orlando, like a worthy brother, said,
“ Morgante, I could wish you in this case

To go for water.' “ You shall be obey'd
In all commands," was the reply, “ straightways."

Upon his shoulder a great tub he laid,
And went out on his way unto a fountain,
Where he was wont to drink below the mountain.

LXI.
Avea quel luogo d'acqua carestia :

Orlando disse come buon fratello:
Morgante, vo'che di piacer ti sia
Andar per l'acqua; ond' e' rispose a quello :
Comanda ciò che vuoi che fatto sia;
E posesi in ispalla un gran tinello,
Ed avviossi là verso una fonte
Dove solea ber sempre appie del monte.

LXII.
Giunto a la fonte, sente un gran fracasso

Di subito venir per la foresta :
Una saetta cavò del turcasso,
Posela a l'arco, ed alzava la testa ;
Ecco apparire un gran gregge al passo
Di porci, e vanno con molta tempesta ;
E arrivorno alla fontana appunto
Donde il gigante è da lor sopraggiunto.

LXIIL
Morgante a la ventura a un saetta ;

Appunto ne l'orecchio lo 'ncarnava :
Da l'altro lato passò la verretta ;
Onde il cinghial giù morto gambettava;
Un altro, quasi per farne vendetta,
Addosso al gran gigante irato andava ;
E perchè e' giunse troppo tosto al varco,
Non fu Morgante a tempo a trar con l'arco.

LXIV.
Vedenilosi venuto il porco adosso,

Gli dette in su la testa un gran punzone!
Per modo che gl'infranse insino a l'osso,
E inorto allato a quell'altro lo pone:
Gli altri porci vegsendo quel percosso,
Si misson tutti in fuga pel vallone;
Morgante si levò il tinello in colio,
Ch'era pien d'acqua, e non si muove un crollo.

LXV.
Da l' una spalla il tinello avea posto,

Da l'altra i porci, e spacciava il terreno;
E torna a la badía, ch'è pur discosto,
Ch'una gocciola d'acqua non va in seno.
Orlando che 'l vedea tornar sì tosto
Co' porci morti, e con quel vaso pieno;
Maravigliossi che sia tanto forte;
Così l'abate; e spalancan le porte.

LXVI.
I monaci veggendo l'acqua fresca

Şi rallegrorno, ma più de' cinghiali ;
Ch'ogni animal si rallegra de l'esca ;
E posano a dormire i breviali :
Ognun s'affanna, e non par che gl' incresca,
Acciò che questa carne non s'insali,
E che poi secca sapesse di victo :
E la digiune si restorno a drieto.

LXVII.
E ferno a scoppia corpo per un tratto,

E scuffian, che parien de l'acqua usciti ;
Tanto che 'l cane sen doleva e 'l gatto,
Che gli ossi rimanean troppo puliti.
L'abate, poi che molto onoro ha fatto
A tutti, un dì dopo questi conviti
Dette a Morgante un destrier molto bello,
Che lungo tempo tenuto avea quello.

LXVIII.
Morgante in su 'n un prato il caval mena,

E vuol che corra, e che facci ogni pruova,
E pensa che di ferro abbi la schiena,
O forse non credeva schiacciar l'uova :
Questo caval s' accoscia per la pena,
E scoppia, e'n su la terra si ritruova.
Dicca Morgante : lieva su, rozzone;

E va pur punzecchiando co lo sprone. ("Gli dette in su la testa un gran punzone." It is strange that Pulci should hare literally anticipated the technical terms of my old friend and master, Jackson, and the art which he has carried to its highest pitch. A punch on the head,'' or

LXII.
Arrived there, a prodigious noise he hears,

Which suddenly along the forest spread ;
Whereat from out his quiver he prepares

An arrow for his bow, and lifts his head; And lo! a monstrous herd of swine appears,

And onward rushes with tempestuous trcad, And to the fountain's brink precisely pours; So that the giant 's join'd by all the boars.

LXIII.
Morgante at a venture shot an arrow,

Which pierced a pig precisely in the ear,
And pass'd unto the other side quite thorough ;

So that the boar, defunct, lay tripp'd up near.
Another, to revenge his fellow farrow,

Against the giant rush'd in fierce carcer,
And reach'd the passage with so swift a foot,
Morgante was not now in time to shoot.

LXIV.
Perceiving that the pig was on him close,

He gave him such a punch upon the head,
As floor'd him so that he no more arose,

Smashing the very bone; and he fell dead Next to the other. Having seen such blows,

The other pigs along the valley fled;
Morgante on his neck the bucket took,
Full from the spring, which neither swerved nor shook.

LXV.
The tun was on one shoulder, and there were

The hogs on t'other, and he brush'd apace
On to the abbey, though by no means near,

Nor spilt one drop of water in his race.
Orlando, seeing hiin so soon appear

With the dead boars, and with that brimful vase,
Marvell'd to see his strength so very great;
So did the abbot, and set wide the gate.

LXVI.
The monks, who saw the water fresh and good,

Rejoiced, but much more to perceive the pork ;-
All animals are glad at sight of food :

They lay their breviaries to sleep, and work
With greedy pleasure, and in such a mood,

That the flesh needs no salt beneath their fork.
Of rankness and of rot there is no fear,
For all the fasts are now left in arrear.

LXVII.
As though they wish'd to burst at once, they ate ;

And gorged so that, as if the bones had been
In water, sorely grieved the dog and cat,

Perceiving that they all were pick'd too clean.
The abbot, who to all did honour great,

A few days after this convivial scene,
Gave to Morgante a fine horse, well train'd,
Which he long time had for himself maintain'd.

LXVIII.
The horse Morgante to a meadow led,

To gallop, and to put him to the proof,
Thinking that he a back of iron had,

Or to skim eggs unbroke was light enough ; But the horse, sinking with the pain, fell dead,

And burst, while cold on earth lay head and hoof. Morgante said, “ Get up, thou sulky cur!" And still continued pricking with the spur. "a punch in the head," -"un punzone in su la testa," — is the exact and frequent phrase of our best pugilists, who little dream that they are talking the purest Tuscan.

[ocr errors][merged small][merged small][merged small][merged small][merged small][merged small][merged small][merged small][merged small][merged small]

LXXIV.
Era Morgante come una montagna :

Se facca questo, non è maraviglia ;
Ma pure Orlando con seco si lagna ;
Perchè pur era omai di sua famiglia ;
Temenza avca non pigliasse magagna.
Un'altra volta costui riconsiglia :
Posalo ancor, nol portare al deserto.
Disse Morgante: il porterò per certo.

LXXV.
E portollo, e gittollo in luogo strano,

E tornò a la badía subitamente.
Diceva Orlando: or che più dimoriano ?
Morgante, qui non facciam noi niente ;
E prese un giorno l'abate per mano,
E disse a quel molto discretamente,
Che vuol partir de la sua reverenzia,
E domandava e perdono e licenzia.

LXXIV.
Morgante was like any mountain framed ;

So if he did this, 't is no prodigy;
But secretly himself Orlando blamed,

Because he was one of his family;
And fearing that he might be hurt or maim'd,

Once more he bade him lay his burden by : “ Put down, nor bear him further the desert in." Morgante said, “ I'll carry him for certain."

LXXV.
He did ; and stow'd him in some nook away,

And to the abbey then return'd with speed.
Orlando said, “ Why longer do we stay?

Morgante, here is nought to do indeed." The abbot by the hand he took one day,

And said, with great respect, he had agreed To leave his reverence; but for this decision He wish'd to have his pardon and permission.

LXXVI.
E de gli onor ricevuti da questi,

Qualche volta potendo, arà buon merito;
E dice: io intendo ristorare e presto
I persi giorni del tempo preterito :
E' son più dì che licenzia arei chiesto,
Benigno padre, se non ch' io mi perito;
Non so mostrarvi quel che drento sento;
Tanto vi veggo del mio star contento.

LXXVI.
The honours they continued to receive

Perhaps exceeded what his merits claim'd:
He said, “ I mean, and quickly, to retrieve

The lost days of time past, which may be blamed ; Some days ago I should have ask'd your leave,

Kind father, but I really was ashamed, And know not how to show my sentiment, So much I see you with our stay content,

LXXVII. “ But in my heart I bear through every clime

The abbot, abbey, and this solitude So much I love you in so short a time;

For me, from heaven reward you with all good The God so true, the eternal Lord sublime !

Whose kingdom at the last hath open stood. Meantime we stand expectant of your blessing, And recommend us to your prayers with pressing."

LXXVII.
Io me ne porto per sempre nel core

L'abate, la badía, questo deserto ;
Tanto v' ho posto in picciol tempo amore :
Rendavi su nel ciel per me buon merto
Quel vero Dio, quello eterno Signore,
Che vi serba il suo regno al fine aperto:
Noi aspettiam vostra benedizione,
Raccomandiamci a le vostre orazione.

LXXVIII.
Quando l'abate il conte Orlando intese,

Rintenerì nel cor per la dolcezza,
Tanto fervor nel petto se gli accese ;
E disse : cavalier, se a tua prodezza
Non sono stato benigno e cortese,
Come conviensi a la gran gentillezza;
Che so che ciò ch'i' ho fatto è stato poco,
Incolpa la ignoranzia nostra, e il loco.

LXXVIII.
Now when the abbot Count Orlando heard,

His heart grew soft with inner tenderness,
Such fervour in his bosom bred each word;

And, “ Cavalier," he said, “ if I have less Courteous and kind to your great worth appear'd,

Than fits me for such gentle blood to express, I know I have done too little in this case ; But blame our ignorance, and this poor place.

LXXIX.
Noi ti potremo di messe onorare,

Dì prediche di laude e paternostri,
Piuttosto che da cena o desinare,
o d'altri convenevol che da chiostri:
Tu m'hai di te sì fatto innamorare
Per mille alte eccellenzie che tu mostri;
Ch'io me ne vengo ove tu andrai con teco,
E d'altra parte tu resti quì meco.

LXXIX. “ We can indeed but honour you with masses,

And sermons, thanksgivings, and pater-nosters Hot suppers, dinners (fitting other places

In verity much rather than the cloisters); But such a love for you my heart embraces,

For thousand virtues which your bosom fosters, That wheresoe'er you go I too shall be, And, on the other part, you rest with me.

LXXX.
Tanto ch'a questo par contraddizione ;

Ma so che tu se' savio, e ’ntendi e gusti,
E intendi il mio parlar per discrizione;
De' beneficj tuoi pietosi e giusti
Renda il Signore a tc munerazione,
Da cui mandato in queste selve fusti ;
Per le virtù del qual liberi siamo,
E grazie a lui e a te noi ne rendiamo.

LXXX. “ This may involve a seeming contradiction;

But you I know are sage, and feel, and taste, And understand my speech with full conviction.

For your just pious deeds may you be graced With the Lord's great reward and benediction,

By whom you were directed to this waste :
To his high mercy is our freedom due,
For which we render thanks to him and you.

:

LXXXI.
Tu ci hai salvato l'anima e la vita :

Tanta perturbazion già que' giganti
Ci detton, che la strada era smarrita
Da ritrovar Gesù con gli altri santi
Però troppo ci duol la tua partita,
E sconsolati restiam tutti quanti ;
Nè ritener possiamti i mesi e gli anni :
Che tu non se' da vestir questi panni,

LXXXII.
Ma da portar la lancia e l'armadura :

E puossi meritar con essa, come
Con questa cappa ; e leggi la scrittura :
Questo gigante al ciel drizzò le some
Per tua virtù; va in pace a tua ventura
Chi tu ti sia, ch'io non ricerco il nome;
Ma dirò sempre, s' io son domandato,
Ch' un angiol qui da Dio fussi mandato.

LXXXI. “ You saved at once our life and soul : such fear

The giants caused us, that the way was lost, By which we could pursue a fit career

In search of Jesus and the saintly host; And your departure breeds such sorrow here,

That comfortless we all are to our cost; But months and years you would not stay in sloth, Nor are you form'd to wear our sober cloth;

LXXXII. « But to bear arms, and wield the lance; indeed,

With these as much is done as with this cowl ; In proof of which the Scripture you may read.

This giant up to heaven may bear his soul By your compassion : now in peace proceed.

Your state and name I seek not to unroll; But, if I'm ask'd, this answer shall be given, That here an angel was sent down from heaven.

« AnteriorContinuar »